Come diceva saggiamente Freddie Mercury, “I still love you”... ma l’amore, per noi che conviviamo con i felini, non può essere solo un sentimento astratto.
Deve essere un’azione pratica, quotidiana e, soprattutto, informata. Nel mio lavoro di Medico Veterinario dedicato alla longevità, mi sento spesso dire: “Dottoressa, il mio gatto sta benissimo, non ha mai avuto nulla”.
È una frase bellissima, ma nasconde un’insidia: il gatto è un maestro zen nel nascondere il dolore. In natura, mostrare debolezza significa diventare una preda; in salotto, significa che quando ci accorgiamo che qualcosa non va, spesso siamo già in "codice rosso".
Oggi non parleremo di semplici consigli, ma di ingegneria della prevenzione. Vedremo come evitare 5 "bug" di sistema che possono compromettere il software della vita del vostro micio, e come la nutrizione clinica e la nutraceutica siano il carburante che permette a questa macchina meravigliosa di correre verso i vent'anni (e oltre).
1° Posto: Calcoli e Ostruzioni Urinarie
La prevenzione è facilmente attuabile attraverso la gestione dei fluidi,dei nutrienti e con l’ausilio della nutraceutica. L'ostruzione urinaria nel gatto maschio è una vera emergenza metabolica. Se il "tubo" si blocca, le tossine che dovrebbero essere eliminate tornano nel sangue, portando, fra le altre conseguenze, a squilibri del potassio che possono fermare il cuore in poche ore [5].Qui la nutrizione non è solo "cibo", è terapia. La prevenzione dei calcoli di struvite o ossalato di calcio si basa su tre pilastri:
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Idratazione: Il gatto è un animale desertico per evoluzione; dobbiamo "ingannarlo" piacevolmente con fontanelle, cibo umido specifico di alta qualità (meglio se preparato da voi dietro la guida esperta di un Vet nutrizionista) per mantenere le urine diluite.
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Controllo del pH: Come un grande chef bilancia l'acidità di un piatto, la dieta deve mantenere il pH urinario in un range preciso per evitare la precipitazione dei cristalli.
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Nutraceutica: L'uso di molecole che rinforzano il glicosaminoglicani (GAG) della parete vescicale agisce come un rivestimento antiaderente per le pareti della vescica.
2° Posto: Il Tromboembolismo Arterioso
Qui entriamo nel campo della medicina interna pura. Il tromboembolismo arterioso felino (FATE) è una delle condizioni più drammatiche e dolorose.
Spesso è la manifestazione di una cardiopatia sottostante rimasta silente per anni [4]. Immaginate un piccolo grumo di sangue che decide di viaggiare e bloccarsi proprio dove l'aorta si biforca verso le zampe posteriori.
Il risultato è una paralisi improvvisa e un dolore atroce. Perché ne parliamo in un articolo sulla prevenzione? Perché lo screening ecocardio periodico, specialmente nelle razze predisposte o nei gatti sopra i 7 anni, permette di identificare la cardiopatia prima che il trombo si formi. La medicina della longevità non aspetta il sintomo: lo anticipa con la tecnologia. Ad oggi esistono farmaci efficacissimi nell’evitare il formarsi dei trombi in animali predisposti, che riducono significativamente il rischio rispetto alle terapie utilizzate in passato .La corretta nutrizione e integrazione funzionale , non scordiamolo, può fare la differenza anche per i pazienti cardiopatici!
3° Posto. "Sindrome del Gatto Volante"
C'è una citazione famosa che dice: "Il gatto atterra sempre in piedi".
Scientificamente, è vero che possiedono un riflesso di raddrizzamento vestibolare incredibile, ma la fisica non perdona.
La "Sindrome del gatto caduto dall'alto" (High-rise syndrome) è una realtà clinica che riempie i nostri pronto soccorso, specialmente in primavera [3].
Le lesioni non sono solo ossee ( palato, mandibola, arti, colonna vertebrale ); spesso assistiamo a contusioni polmonari e rotture vescicali che non sono visibili a occhio nudo.
La prevenzione non è "sperare che non succeda", ma installare reti certificate anticaduta.
Non stiamo limitando la loro libertà, stiamo garantendo il loro futuro. Un balcone in sicurezza è l'equivalente di una polizza vita a premio zero.
4° Posto. L’Intestino a "Fisarmonica": I Corpi Estranei Lineari
Avete presente quel video simpatico del gatto che gioca con il filo della lana? Ecco, per un veterinario, quel video è un film horror. I gatti hanno una lingua ricoperta di papille filiformi rivolte all'indietro: una volta che iniziano a ingoiare un filo, è difficilissimo che riescano a sputarlo, se non impossibile.
Tecnicamente, parliamo di corpi estranei lineari. Se un'estremità del filo si ancora (ad esempio sotto la lingua o nello stomaco), le contrazioni intestinali cercano di far progredire il resto, causando un effetto "arricciamento" delle anse intestinali, noto come plicazione [2]. È come cercare di infilare un cordoncino troppo corto in un paio di pantaloni della tuta: il tessuto si ammassa e il filo rischia di tagliare l'intestino come un seghetto.
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Sostituite nastrini e fili con giochi in lattice pieno o materiali certificati che non producano fibre.
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eliminate ogni laccetto dalle buste per la raccolta differenziata e gettatelo via immediatamente in un luogo sicuro.
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Ponete la massima attenzione quando usate ago e filo, non lasciate mai i materiali da cucito incustoditi se Micio è a portata di zampa! La prevenzione è un gioco serio.
5° Posto - Il Pericolo dei Gigli
Aggiungiamo una nota di colore, letteralmente. I gigli (Lilium spp. e Hemerocallis) sono tra i fiori più eleganti, ma per un gatto rappresentano l’equivalente biochimico di un disastro nucleare.
Non serve che il micio mangi l'intero mazzo: basta un po' di polline o un sorso dell'acqua del vaso per scatenare una necrosi tubulare renale acuta [1].
Dal punto di vista scientifico, il meccanismo d'azione tossico non è ancora del tutto chiarito, ma l'effetto è devastante e rapido.
È un po' come se versaste della candeggina nel motore di una Ferrari: i reni smettono di filtrare in meno di 24-72 ore. La prevenzione qui è binaria: o i gigli o il gatto. Se amate i fiori, mantenendo sempre il micio sotto controllo, optate per le orchidee, le gerbere o le rose ( ma attenti alle spine, possono graffiare anche i gatti!) , e lasciate i gigli fuori dalla porta. La longevità inizia dalla sicurezza del perimetro domestico.
In caso di intossicazione da Giglio il fattore tempo è l'unico vero spartiacque tra la vita e la morte. Se il tuo gatto ha ingerito anche solo un pò di polline o un pezzetto di foglia portalo immediatamente in un pronto soccorso veterinario! I colleghi provvederanno ad effettuare:
• Decontaminazione: Induzione del vomito e carbone attivo se l'ingestione è recente. A giudizio del medico veterinario potrebbero decidere di effettuare anche lavanda gastrica.
• Fluidoterapia: Una diuresi aggressiva deve iniziare prima che il gatto smetta di produrre urina.
• Prognosi: È eccellente se il trattamento medico inizia tempestivamente. Diventa infausta o molto riservata se il gatto è già in fase anurica (blocco urinario), a meno di ricorrere a emodialisi o dialisi peritoneale (1)
La Nutrizione come Architettura della Longevità
In questo viaggio tra le urgenze, il filo conduttore è la consapevolezza. La nutrizione clinica di precisione non serve solo a riempire la pancia, ma a modulare l'infiammazione silente e a proteggere gli organi vitali. È un po' come scegliere tra un olio motore di sottomarca e uno sintetico ad altissime prestazioni: entrambi fanno girare il motore, ma solo uno lo protegge nel tempo.
Ogni micio è un individuo unico, con un suo metabolismo e una sua storia clinica. Per questo, la personalizzazione della dieta è l'ultimo, vero segreto della longevità. Non cercate la "bacchetta magica" sullo scaffale di un supermercato; cercate un percorso scientifico che rispetti la natura del vostro compagno di vita.
In conclusione, la prevenzione è un atto di gentilezza verso noi stessi e verso di loro. Ci evita il dolore dell'urgenza e regala loro la possibilità di invecchiare con dignità e salute. Perché, alla fine, quello che cerchiamo non è solo aggiungere anni alla vita, ma aggiungere vita agli anni.
Articolo della Dott.ssa Donatella Caiati
Bibliografia
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Fitzgerald, K. T. (2010).Lily toxicity in the cat. Veterinary Clinics: Small Animal Practice, 40(2), 213–223.
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Hayes, G. (2009).Gastrointestinal foreign bodies in dogs and cats: a retrospective study of 208 cases. Journal of Small Animal Practice, 50(11), 576–583.
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Whitney, W. O., & Mehlhaff, C. J. (1987). High-rise syndrome in cats. Journal of the American Veterinary Medical Association, 191(11), 1399–1403.
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Luis Fuentes, V., et al. (2020). ACVIM consensus statement guidelines for the diagnosis, classification, and management of feline cardiomyopathy.
Journal of Veterinary Internal Medicine, 34(3), 1062–1077. -
Lulich, J. P., et al. (2016). ACVIM Small Animal Consensus Recommendations on the Treatment and Prevention of Uroliths in Dogs and Cats.
Journal of Veterinary Internal Medicine, 30(5), 1564–1574.